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Un anno di Fede Oggi: cosa abbiamo imparato raccontando fede e innovazione

Un filo comune attraversa mesi di storie su fede e innovazione: la tecnologia funziona quando serve la relazione, non quando la sostituisce.

MRMassimo Rodio1 min di lettura
Un anno di Fede Oggi: cosa abbiamo imparato raccontando fede e innovazione

In questi mesi di lavoro, dalle case history sulle grandi basiliche alle piccole innovazioni quotidiane nelle parrocchie, emerge un filo comune che forse non era scontato all’inizio: l’innovazione nella Chiesa funziona quando resta invisibile quanto un buon impianto audio, quando serve la relazione invece di sostituirla.

Che si tratti di un totem per l’offerta digitale, di un’app per seguire la Messa da casa o di un algoritmo discusso in un’enciclica papale, la domanda di fondo resta sempre la stessa: questo strumento avvicina le persone tra loro e a Dio, o le allontana dietro uno schermo?

Non è una domanda a cui si risponde una volta per tutte. È una domanda che vale la pena continuare a farsi, articolo dopo articolo, storia dopo storia — ed è esattamente quello che continueremo a fare qui.

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