Comunità

La notte dei santi: le parrocchie che trasformano il 31 ottobre in una festa

Bambini vestiti da santi, lanterne, racconti di vite esemplari. Sempre più comunità propongono un’alternativa gioiosa alla vigilia di Ognissanti.

EMEdoardo Maggiori1 min di lettura
Bambini vestiti da santi con aureole di carta dorata e lanterne in processione verso una chiesa illuminata

La sera del 31 ottobre è diventata, anche in Italia, la sera di Halloween: zucche, travestimenti, bambini che girano per i condomini. Molte parrocchie hanno smesso da tempo di limitarsi a criticarla, e hanno scelto un’altra strada: proporre qualcosa di bello.

Così è nata, in diverse diocesi, la tradizione della «notte dei santi», a volte chiamata anche Holyween. La formula cambia da luogo a luogo, ma l’idea è sempre quella: fare della vigilia di Ognissanti una festa.

Come funziona

In molte comunità i bambini si travestono dal santo che preferiscono, spesso quello di cui portano il nome. Ognuno racconta in poche parole chi era e cosa ha fatto. Poi si parte in processione con lanterne e candele verso la chiesa, dove c’è un momento di preghiera breve, pensato per i più piccoli. Si finisce con una festa in oratorio, dolci e giochi.

C’è chi organizza una veglia per i giovani, chi una caccia al tesoro tra le storie dei santi del territorio, chi apre le chiese per una notte di adorazione.

Perché funziona

Il segreto è non mettere in contrapposizione, ma offrire. Ai bambini piace travestirsi, stare insieme, uscire la sera: tutto questo può avere un senso più profondo. E i genitori scoprono che la vita dei santi è piena di storie avventurose, coraggiose, a volte divertenti.

Per una parrocchia è anche un’occasione per farsi vedere nel quartiere in una veste diversa: non solo il luogo dei sacramenti, ma una comunità che sa fare festa.

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